03.12.2020 - Branchennews,

Truck Hotel (IT)

Dopo le trattorie potrebbero ora sorgere gli alberghi per i camionisti, favoriti dall’entrata in vigore del nuovo Regolamento sui tempi di guida e riposo. Contro il quale alcuni Paesi orientali stanno ricorrendo alla Corte di Giustizia Europea

 

Fino a qualche anno fa l’ipotesi di alberghi dedicati agli autisti che operano sulle rotte internazionali sarebbe rientrata nei parametri della fantascienza. I camion dispongono di cabine spaziose e confortevoli, dotate anche di frigorifero e forno a microonde: perché mai le imprese di autotrasporto dovrebbero spendere per un pernottamento in albergo? Oggi un motivo c'è e si chiama Regolamento UE 1054/2020, provvedimento legislativo del Primo Pacchetto Mobilità entrato in vigore in tutti i Paesi comunitari il 20 agosto 2020. Come abbiamo più volte ricordato, questo te- sto apporta diversi cambiamenti alle norme sui tempi di guida e risposo degli autisti e, in particolare, rende esplicito il divieto di trascorrere lo stop settimanale regolare a bordo dei veicoli industriali. Ciò impone alle società una profonda riorganizza- zione dei trasporti che richiedono lunghe assenze dalla sede principale, con la necessità di trovare alloggi decorosi per i conducenti che al tempo stesso garantiscano la sicurezza del veicolo, salvaguardandolo dal pericolo di furti. Le principali soluzioni sembrano quelle di realizzare spazi adeguati all’interno dei piazzali delle imprese oppure trovare alberghi con costi ridotti e parcheggi adatti agli autoarticolati lungo le principali arterie stradali. Non sorprende quindi che siano recentemente apparsi (o riapparsi) progetti per strutture di accoglienza dedicate agli autisti. Due arrivano dallo stesso Paese, la Germania, anche se hanno concezioni diverse.

 

NOTTI SELF SERVICE E CAMERE MOBILI

Il primo progetto è stato realizzato dallo studio di architettura Strohecker nel 2018 col nome di TruckerBase. Ha la caratteristica di poter essere edificato su un’area relativamente ristretta e per- fino all’interno dei parcheggi per veicoli industriali. Di forma cilindrica, ogni pia- no è composto da moduli abitativi prefabbricati che permettono la costruzione dell’edificio in un mese. È già stato realizzato un primo esemplare e il progetto starebbe già ricevendo richieste sia da società alberghiere sia da imprese di autotrasporto. Tra gli interessati ci sarebbe anche la tedesca Tank & Rast, specializzata nella gestione di stazioni di servizio autostradali, le quali in alcuni casi comprendono alberghi per viaggiatori.

Il secondo progetto è stato elaborato dalla catena Roatel, anch’essa specializzata in hotel lungo le grandi vie di comunicazione. Consiste in moduli della dimensione di un container da 45 piedi High Cube che si possono trasportare proprio come un con- tenitore intermodale. Ciascuno, isolato dal punto di vista termico e acustico, contiene quattro stanze climatizzate, arredate e con bagni. La prenotazione e l’accesso avvengono in modo totalmene automatico, tramite un’applicazione per smartphone. Questo sistema, grazie all'estrema flessibilità, permette di allestire (ed eventualmente smontare) rapidamente alloggi per autisti in diverse situazioni e località.

Non si stanno muovendo solamente le catene alberghiere, ma le stesse imprese di autotrasporto. A ottobre, pochi giorni dopo l’entrata in vigore del Regolamento UE 1054/2020, il titolare della società belga Van Moer Logistics, Jo Van Moer, che occupa 430 autisti, ha annunciato la realizzazione di un parcheggio per veicoli industriali con albergo e ristorante nella cittadina di Kapellebrug, nei Paesi Bassi, situata vicino al confine col Belgio. La struttura sarà inaugurata a febbraio 2021 col nome di Hotel Reynaert. Disporrà complessivamente di venti camere e il ristorante sarà aperto dalle 6 alle 22; a disposizione degli autisti anche lavatrici e asciugatrici. Insomma, dopo l’era della trattoria potrebbe aprirsi quella dell’albergo del camionista.

 

Pacchetto mobilità
L'est fa ricorso

Otto Paesi dell’Europa orientale hanno avviato un ricorso alla Corte di Giustizia Europea contro alcune disposizioni del Regolamento UE 1054/2020. L’iniziativa è partita dalla Romania, seguita da Polonia, Cipro, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania e Malta. I rispettivi governi chiedono di rivedere i punti che ritengono più dannosi per le loro imprese di autotrasporto. In particolare, gli obblighi per l'autista di tornare periodicamente alla sede del datore di lavoro o al luogo di residenza e di riconsegnare il veicolo in una delle sedi operative dell'azienda entro otto settimane dalla partenza, le limitazioni all'esecuzione di trasporti di cabotaggio e quelle al distacco dei conducenti.

 

Quelle: tutto Trasporti, ISSN 1121-5585, 2020, S.66-67

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